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Attento a quali pandoro e panettone scegli, guarda quanti additivi hanno

Cosa mettere nel carrello per le festività natalizie? Ci sono pandori e panettoni che hanno del contenuto controverso.

Attento a quali pandoro e panettone scegli, quanti additivi hanno (ricettasprint.it)

La scelta tra panettone e pandoro diventa centrale per molti italiani, nei giorni prefestivi e festivi. Se non hai ancora deciso quale dolce portare in tavola o regalare, è il momento giusto per informarsi. Questi dolci, simboli del Natale, hanno una storia affascinante e una varietà di ingredienti che meritano attenzione.

La leggenda narra che il panettone abbia avuto origine alla corte di Ludovico il Moro, nel tardo ‘400. Secondo la storia più diffusa, un cuoco di nome Toni, dopo aver bruciato un dolce, decise di utilizzare i resti di farina, burro, uova e frutta secca per creare un nuovo dolce, il “Pan De Toni”. Da quel momento, il panettone è diventato un pilastro della tradizione gastronomica italiana.

Oggi la ricetta del panettone è regolamentata da un disciplinare del 2005, che stabilisce gli ingredienti obbligatori: farina di frumento, zucchero, uova di gallina di categoria A, burro in quantità non inferiore al 16%, uvetta, scorze e frutta candita (tutto in quantità non inferiore al 20%), lievito naturale e sale. È possibile aggiungere ingredienti opzionali come latte, miele e aromi, ma gli ingredienti base devono sempre essere presenti.

Cosa contengono panettone e pandoro?

Cosa contengono panettone e pandoro? (ricettasprint.it)

Sebbene la ricetta tradizionale sia rigorosa, molti prodotti industriali contengono additivi. Marchi noti come Motta, Balocco e Tre Marie spesso includono mono e digliceridi o zuccheri aggiuntivi. Per esempio, il panettone Motta utilizza sciroppo di glucosio-fruttosio, mentre il Tre Marie impiega zucchero invertito. La stessa cosa vale anche per varie marche di pandoro.

Al contrario, i panettoni artigianali dovrebbero teoricamente essere privi di additivi, ma non sempre è così. Alcuni marchi, come il Panettone Milano Classico di Flaminghi, contengono comunque ingredienti non conformi alla tradizione, come mono e digliceridi.

Il decreto del 2005 permette modifiche alla ricetta tradizionale, consentendo farciture e decorazioni che non superino il 50% del prodotto finale. Tuttavia, l’aggiunta di grassi vegetali, ad eccezione del burro di cacao, è vietata. Nonostante ciò, alcuni panettoni artigianali contengono olio di palma, una violazione delle normative.

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Un esempio interessante è il Panettone al Pistacchio di Cicirittu, che vanta ingredienti di alta qualità ma include anche mono e digliceridi. Inoltre, per accentuare il colore verde del pistacchio, viene utilizzato un colorante, la clorofilla rameica. Sebbene non ci siano problemi di salute legati a questo additivo, l’utilizzo di coloranti in un prodotto artigianale solleva interrogativi sulla qualità finale.

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Esistono eccezioni per i panettoni senza glutine, che devono affrontare sfide tecnologiche legate alla lievitazione. Per migliorare la consistenza, spesso si ricorre ad additivi come idrossipropilmetilcellulosa e gomme. È importante fare attenzione all’uso eccessivo di queste sostanze, che possono alterare la flora intestinale.

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Quando si acquista un panettone, sia artigianale che industriale, è fondamentale leggere attentamente le etichette. Optare per prodotti che rispettano la ricetta tradizionale e contengono solo gli ingredienti obbligatori è consigliabile, specialmente durante le festività, quando si tende a indulgere in cibi ricchi.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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