L’epidemia di coronavirus sembra ormai inarrestabile nel nostro Paese. I danni all’economia sembrano già ingenti, con conseguenze disastrose soprattutto nel settore del turismo. Una categoria che comprende strutture ricettive di diversa entità, compresi ovviamente i ristoranti stellati. In merito è facile immaginare che la situazione non possa essere molto differente da quella prospettata dagli esperti, ma non sempre per fortuna la realtà dei fatti rispecchia le previsioni.
Certamente l’impatto generale è molto forte, come denunciano le associazioni di settore, che lamentano numeri spropositati di annullamenti delle prenotazioni fatte nei mesi scorsi. I prossimi mesi senza dubbio non saranno affatto facili, considerando le premesse, a meno di un fondamentale cambio di rotta. Una situazione che invece sembra preoccupare soltanto relativamente i vari chef stellati, a partire da Carlo Cracco.
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I suoi locali si trovano a Milano, nella Galleria Vittorio Emanuele, crocevia di quella che era la movida cittadina e che ora sembra solo un bel ricordo. La Lombardia, da cui è partito il temuto contagio, risulta oggi tra le regioni più penalizzate nelle limitazioni conseguenti alla istituzione delle ‘zone rosse’. Lo chef stellato, pur accusando il colpo inevitabile, ha scelto di non cedere al panico per dare un segnale forte: “Da noi sono stati disdetti sette tavoli per questo week end ed altri annullati nei giorni scorsi. Si tratta perlopiù di clienti provenienti da fuori Milano o stranieri” spiega. “Ma l’idea di sospendere il servizio non ci sfiora, vogliamo continuare a mandare alla città un segnale di normalità” sottolinea in una intervista al Corriere della Sera.
Sulla stessa scia anche lo chef Davide Oldani, con il suo ristorante ‘D’O’ di Cornaredo: al momento solo cancellazioni aziendali, per cui non si prospettano chiusure. Gli effetti del coronavirus non hanno risparmiato neppure chef Bruno Barbieri. Mentre fino ad un mese fa sembrava impossibile prenotare un tavolo al suo ‘Fourghetti’ se non con larghissimo anticipo, oggi è possibile trovare posto anche due giorni prima.
A Milano c’è anche ‘Il Luogo di Aimo e Nadia’ degli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, anch’essi in via di resistenza attiva: “I clienti persi, così come gli eventi annullati, rappresentano per noi un grande danno economico” ammettono. “Abbiamo però deciso di continuare il servizio. Perché crediamo sia fondamentale mandare un messaggio di normalità in mezzo a tanta psicosi. E ribadire che si può uscire e mangiare al ristorante” hanno spiegato. Nonostante ciò, non pongono limiti a provvedimenti futuri: “Certo se il numero di coperti non dovesse tornare a crescere, saremo costretti a ragionare su una chiusura parziale”.
Tra i tanti quello che sembra subire meno il calo delle prenotazioni è Antonino Cannavacciuolo. Il suo ‘Villa Crespi’, almeno secondo quanto risulta dalle recensioni sul web, colleziona ancora oggi clienti entusiasti e poco scoraggiati da questo momento difficile. D’altra parte, è giusto anche distrarsi un pò e non mettiamo assolutamente in dubbio che la bontà dei piatti stellati sia riuscita nell’intento.
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