Uno degli ingredienti principali della pastiera napoletana da gustare a Pasqua è la ricotta, qual è la più indicata da impiegare nella ricetta?
La pastiera napoletana la conosciamo tutti. Questo è uno dei dolci della tradizione culinaria di Napoli, e viene spesso associato alle festività pasquali. Non è però difficile vederla in giro anche nel corso delle festività natalizie. Questo delizioso dessert è presente tutto l’anno nelle pasticcerie di Napoli e della Campania. Si tratta di una torta profumata e ricca, realizzata con una crosta di pasta frolla che racchiude un ripieno composto da grano cotto, latte, ricotta, uova, zucchero, aromi e canditi.

Questa combinazione di ingredienti crea un mix di sapori e consistenze davvero unico, dove la ricotta gioca un ruolo fondamentale, conferendo cremosità e carattere al ripieno. E riguardo alla pastiera napoletana ci sono molteplici interpretazioni e varianti, a seconda delle famiglie e delle tradizioni locali.
Che ricotta si mette nella pastiera?
Alcuni pizzicano la ricetta tradizionale, prediligendo la ricotta di pecora, dal sapore più robusto e rustico, mentre altri optano per la ricotta vaccina, che risulta più delicata e leggera. Negli ultimi tempi, anche le versioni vegane sono diventate popolari, utilizzando ricotta vegetale per chi desidera preparare un dolce in chiave plant-based. Ecco alcuni suggerimenti per orientarti tra le diverse opzioni di ricotta, tutte unite da alcuni criteri fondamentali.
La prima regola riguarda la scelta della ricotta: occorre selezionare un prodotto fresco e di alta qualità, preferibilmente biologico o artigianale, che esprima al meglio il suo sapore naturale. Un altro aspetto cruciale è la gestione dell’umidità. La ricotta deve essere ben scolata per evitare che troppa acqua comprometta il risultato finale. Per prepararla, puoi utilizzare un colino per eliminare l’eccesso di siero e poi setacciarla in una ciotola, aggiungendo successivamente zucchero e scorze di agrumi per un tocco di freschezza.

La ricotta di pecora è la scelta classica, molto apprezzata per il suo gusto deciso e leggermente salato, il quale si sposa perfettamente con gli aromi dolci della pastiera. Ha una percentuale di grassi più alta rispetto alla ricotta vaccina, il che la rende particolarmente cremosa. D’altro canto, chi cerca una dolcezza più delicata può optare per la ricotta vaccina, che presenta un sapore più leggero e una consistenza vellutata, ideale per amalgamarsi senza sforzo con gli altri ingredienti.
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Sono ammesse anche delle varianti
Per chi desidera un compromesso, un mix di ricotta di pecora e vaccina può rappresentare la soluzione ideale: unendo le due tipologie, si ottiene un equilibrio perfetto tra sapore intenso e morbidezza. Per ottenere il miglior risultato, si può semplicemente dividere le due ricotte in parti uguali, assicurandosi che siano ben scolate e setacciate.
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Meno comune, ma comunque interessante, è avvalersi della ricotta di bufala. Anche se non è la più tradizionale, offre un sapore burroso e una dolcezza naturale, con un contenuto di grassi ancora più elevato rispetto alle altre varietà, rendendo la crema della pastiera particolarmente ricca e vellutata.

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E per chi segue una dieta vegana, esistono ricette che utilizzano ricotta vegetale, preparata con ingredienti come bevande vegetali o frutta secca. Anche se la consistenza può risultare meno liscia, con l’aggiunta di spezie e aromi, si può ottenere un dolce che si avvicina al sapore della tradizionale pastiera, mantenendo però un profilo totalmente vegetale.