La forchetta è indispensabile per qualsiasi pasto complesso. Immaginate un pranzo od una cena senza questo preziosissimo accessorio in cucina. Le notizie storiche che abbiamo in questo senso ci riferiscono che la sua invenzione sembrerebbe risalire attorno all’anno 1000 d.C. presso Costantinopoli.
In precedenza era alquanto diffusa l’usanza di infilzare il cibo a tavola usando i coltelli. Ma qualcuno ebbe la brillante idea di ideare qualcosa dotato di più punte dalle dimensioni contenute. E così è nata la forchetta.
Ci è voluto però del tempo prima che la forchetta si affermasse del tutto. Una diffusione più capillare risulta solamente a partire dal Rinascimento, quindi ben cinque secoli dopo la sua ideazione.
Sappiamo che l’usanza vuole che le forchette vengano posizionate alla sinistra del commensale, in quanto la maggior parte delle persone riserva la mano destra all’uso del coltello, quando le due posate vengono utilizzate in accoppiata.
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La impieghiamo non solo per i secondi, i contorni ed anche degli antipasti, ma anche per alcuni primi piatti come i risoti. Noi in casa nostra non ci conformiamo certo alle rigide regole preesistenti in materia di bon ton in cucina. Ma ci sono diverse tipologie di forchette, ciascuna adatta ad un preciso scopo.
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Esistono quelle specificamente per gli antipasti e dotate di tre rebbi, ovvero tre punte. Sono più diffuse all’estero, mentre qui da noi in Italia la consuetudine vuole la presenza di quattro rebbi, parlando di forchette di dimensioni standard.
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Cambia la lunghezza degli stessi per quanto riguarda i piatti di carne. Ed ancora, esiste anche la forchetta da pesce (tre rebbi corti e piatti, con quello centrale di poco meno lungo rispetto agli altri due) e quelle per il dolce, che è di piccole dimensioni.
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Poi c’è quella per l’antipasto, che è adattata anche alla frutta, ai cocktail di crostacei e simili. Scendiamo ulteriormente nel dettaglio con la forchetta per le ostriche, per la fonduta e per i formaggi in generale, per aragoste, astice, lumache e poi con le forchettone, che sono invece ben più grandi e hanno un uso prettamente per la lavorazione delle pietanze.
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