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Fornello a gas e piano induzione, quale consuma di meno in bolletta?

Fornello a gas vs piano a induzione: quale consuma meno in bolletta? La scoperta di cosa è più utile per risparmiare.

Fornello a gas e piano a induzione (Ricettasprint.it)

Forno a gas e piano a induzione, quale permette di risparmiare di più? Quando si tratta di scegliere tra un piano cottura a gas o uno a induzione, uno dei fattori principali da considerare è il risparmio energetico e la conseguente riduzione della bolletta. Ma qual è veramente la soluzione più vantaggiosa in termini di consumi?

Per fare chiarezza, andiamo ad analizzare nel dettaglio le differenze tra le due tecnologie e il loro impatto sui costi di utilizzo. I piani cottura a gas funzionano attraverso la combustione diretta del gas, solitamente metano. Il calore viene generato dalla fiamma e trasmesso alle pentole e padelle attraverso conduzione.

Questa tecnologia, pur essendo diffusa e consolidata, presenta alcuni limiti in termini di efficienza energetica. Infatti, solo una parte del calore prodotto dalla combustione viene effettivamente trasferito agli alimenti, mentre una quota significativa va dispersa nell’ambiente circostante.

Le stime indicano che i fornelli a gas hanno un’efficienza energetica compresa tra il 40% e il 55%. Ciò significa che oltre la metà dell’energia contenuta nel gas viene sprecata. I piani cottura a induzione, invece, sfruttano l’elettricità per generare il calore. Sotto la superficie di vetroceramica sono presenti delle bobine che producono un campo magnetico.

Quanto consuma piano induzione vs gas?

Bolletta della luce (Ricettasprint.it)

Quando si appoggia una pentola o padella idonea, il campo magnetico induce delle correnti elettriche all’interno del metallo, riscaldandolo direttamente. Questa tecnologia permette di raggiungere un’efficienza energetica molto elevata, oltre il 90%. Ciò perché il calore viene generato solo nella zona di contatto tra piano e pentola, senza dispersioni.

Alla luce di queste differenze tecnologiche, è evidente che i piani a induzione presentano una netta superiorità in termini di efficienza energetica rispetto ai fornelli a gas tradizionali. Ma quanto si traduce questa maggiore efficienza in termini di risparmio sulla bolletta?

Considerando un utilizzo medio di 1-2 ore al giorno, un piano a induzione di potenza standard (circa 3-4 kW) può consumare attorno ai 1.000-1.500 kWh all’anno. Con un costo medio dell’energia elettrica di 0,30 €/kWh, il costo annuo si aggirerebbe sui 300-450 euro.

Un fornello a gas, invece, con un consumo annuo di 500-800 kWh (pari a 20-30 m³ di gas metano), avrebbe una spesa annua attorno ai 150-250 euro, considerando un costo medio del gas di 1,50 €/m³.

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Quindi, a parità di utilizzo, un piano a induzione comporta una spesa energetica maggiore rispetto a un fornello a gas, mediamente del 50-100% in più.

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Però è bene considerare anche altri fattori che influenzano i costi di esercizio, come:

L’efficienza d’uso: i piani a induzione permettono di cucinare in modo più rapido ed efficiente, con meno dispersioni di calore.
I costi di manutenzione: i piani a induzione hanno meno parti soggette a usura rispetto ai fornelli a gas.
L’impatto ambientale: i piani a induzione non producono emissioni dirette di CO2 e altri inquinanti.

Inoltre, l’andamento futuro dei prezzi di gas ed elettricità potrebbe incidere notevolmente sulla convenienza relativa delle due soluzioni.

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Se il risparmio in bolletta è la priorità principale, un fornello a gas può risultare la scelta più vantaggiosa a livello puramente economico. Tuttavia, i piani a induzione offrono notevoli vantaggi in termini di efficienza d’uso, manutenzione e impatto ambientale, che potrebbero giustificare il maggior costo di esercizio.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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Salvatore Lavino

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