Dalla tradizione napoletana arriva un contorno o un antipasto che è ricco di sapori ma anche di ingredienti: più sta in frigo e meglio è
L’Insalata di rinforzo è un’invenzione geniale, a base di verdure e per esaltare il sapore del cavolfiore. Come nasce questa idea nella tradizione campana? Da una considerazione semplice: i grande pranzi, almeno per chi poteva permetterselo, erano quelli di Natale e Capodanno.
Quindi alla vigilia bisognava stare leggeri, quasi a dieta. Ecco perché serviva un piatto come questo, in modo da rafforzare la cena e alzarsi da tavola sazi.
Insieme al cavolfiore nell’insalata di rinforzo originale ci sono diverse verdure sott’aceto ma anche olive e acciughe. Poi però siccome ogni famiglia ha la sua versione, se mettete dei carciofini piuttosto che dei funghetti, nessuno se ne avrà a male.
Ingredienti:
900 g di cavolfiore
1 barattolo di giardiniera
Partiamo con la pulizia del cavolfiore. Tiriamo via la costa centrale più dura, poi ricaviamo le cimette e le laviamo con cura sotto l’acqua corrente. Le mettiamo a lessare in abbondante acqua salata, le scoliamo quando sono ancora sode e le lasciamo raffreddare completamente.
Solo a quel punto sciacquare i capperi per eliminare il sale in eccesso. Scoliamo le acciughe dal loro olio e le tagliamo a pezzetti, poi le aggiungiamo insieme ai capperi nella ciotola con le cimette di cavolfiore.
Tiriamo fuori anche i cetriolini e le cipolline sott’aceto e le tagliamo grossolanamente. Poi aggiungiamo i peperoni sott’aceto tritati al coltello e le olive denocciolate, sia quelle verdi che quelle nere. Infine mettiamo dentro il barattolo di giardiniera e cominciamo a mescolare con un cucchiaio di legno.
Condiamo con l’olio extravergine d’oliva e l’aceto di vino bianco, pio assaggiamo per capire quanto sale manca e lo aggiungiamo. Insaporiamo con qualche macinata di pepe, ma senza erbe aromatiche fresche, in questo caso non ce n’è bisogno.
Diamo un’altra mescolata e poi lasciamo riposare in frigorifero per almeno 3 ore prima di servire. Ma se resta lì anche giorno o al massimo due è ancora meglio, perché gli ingredienti si insaporiscono tra di loro e il sapore finale diventa spettacolare.
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