Il rischio di introdurre nel nostro organismo queste sostanze nocive è sempre grande, in che modo puoi evitare il pericolo PFAS nel cibo.
Le sostanze chimiche note come PFAS – acronimo di sostanze perfluoroalchiliche – sono aumentate di molto in quanto a presenza in ciò che mangiamo tutti i giorni. Questi composti, utilizzati in una varietà di prodotti per le loro proprietà impermeabili e antimacchia, hanno la grossa controindicazione di essere persistenti nell’ambiente e nel corpo umano. Questa cosa fa preoccupare moltissimo in quanto a salute. Gli PFAS possono accumularsi nel cibo e nelle bevande, perciò bisogna conoscere cosa fare per ridurre la nostra esposizione a queste sostanze.

Per potere ridurre anche di molto la assimilazione di tali sostanze e quindi abbassare il pericolo PFAS nel cibo, è sempre bene consultare con attenzione il contenuto delle etichette dei prodotti alimentari. Molti alimenti impacchettati, in particolare quelli che richiedono rivestimenti impermeabili o antiaderenti, potrebbero contenere proprio PFAS. Come si abbassa il rischio? Scegliendo prodotti freschi e lavorati il minimo, come frutta, verdura, cereali integrali e carni fresche. E prediligere i cibi biologici quando possibile può essere di aiuto poiché le pratiche agricole biologiche limitano l’uso di sostanze chimiche nocive.
Come si possono evitare i PFAS?
Di certo riduce la assimilazione involontaria di PFAS l’abbassare il consumo di cibi confezionati e pronti. Infatti tali sostanze si trovano proprio negli imballaggi e tendono ad essere rilasciate nei cibi che contengono in determinate situazioni. Ad esempio nei casi in cui gli alimenti vengono riscaldati nel loro interno.
Evitare l’uso di contenitori in schiuma di polistirene, noti anche come ‘styrofoam’, per cibi da asporto è un altro passo importante. I materiali in questione possono rilasciare PFAS nei cibi caldi o grassi. Scegliere, invece, contenitori in vetro o in acciaio inossidabile può costituire una valida alternativa.

Anche l’acqua potabile è una fonte di esposizione agli PFAS. In alcune aree, le falde acquifere sono contaminate da rifiuti industriali che possono includere PFAS. È consigliabile informarsi sulla qualità dell’acqua della propria zona, utilizzando filtri specifici in grado di rimuovere queste sostanze chimiche. Filtri a osmosi inversa o sistemi di filtraggio certificati possono ridurre significativamente la presenza di PFAS nell’acqua potabile.
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Dove si trovano maggiormente i PFAS?
Quando si tratta di cibi surgelati, è bene fare attenzione anche ai sacchetti di plastica utilizzati per la confezione. Alcuni di questi possono contenere PFAS, pertanto è preferibile optare per opzioni che utilizzano materiali più sicuri o, se possibile, surgelare alimenti freschi a casa.
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Un altro aspetto da considerare è l’utilizzo di pentole e padelle. Le pentole antiaderenti, in particolare quelle più economiche, possono contenere PFAS. Optare per pentole in acciaio inox, ghisa, o ceramica può ridurre il rischio di esposizione. È importante anche evitare di surriscaldare le pentole antiaderenti, poiché possono rilasciare sostanze chimiche dannose quando raggiungono temperature elevate.

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E dare ascolto a quelle che sono le raccomandazioni delle autorità sanitarie, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia per la Protezione Ambientale, può essere a sua volta di aiuto per evitare i potenziali rischi per la salute.