Le informazioni importanti sui richiami alimentari dal Ministero, per avvisare i consumatori di un possibile rischio per la salute.
Tanti richiami alimentari hanno trovato pubblicazione dal Ministero della Salute. Si tratta di una serie di comunicati che si riferiscono agli articoli alimentari realizzati da una stessa ditta. La quale purtroppo già nei scorsi giorni si è trovata a dovere agire di conseguenza.
Infatti questi richiami alimentari dal Ministero riguardano una problematica che già era emersa a seguito di alcuni controlli sul rispetto nelle norme attualmente vigenti in fatto di sicurezza alimentare.
Le autorità incaricate hanno riscontrato un potenziale rischio per i consumatori, inerenti la possibile presenza del batterio che causa la Listeria monocytogenes. E la ingestione di alimenti contaminati potrebbe portare al manifestarsi di alcune conseguenze ben precise.
Per esempio potrebbero avvenire casi di nausea, vomito, diarrea, dolori addominali ed anche di ricoveri al pronto soccorso. Questi sono gli effetti più comuni se si dovesse mangiare qualcosa di contaminato da Listeriosi.
Gli articoli alimentari indicati nelle segnalazioni pubblicate dal Ministero della Salute sul suo sito web ufficiale sono i seguenti.
L’azienda produttrice è la Coppiello Giovanni srl, il cui impianto di produzione si trova a Vigonza, in provincia di Padova. Qui fanno seguito le notifiche alimentari presenti sul sito del Ministero. Cliccando su ogni voce sarà possibile visualizzare la rispettiva circolare di avviso:
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Nei primi due casi, rappresentati dai prodotti “Julienne di pollo 100g atm” e “Sfilaccio di pollo 100 g atm”, vanno presi in considerazione tutti i lotti che hanno, come data di scadenza o termine minimo di conservazione, il periodo che va dal 20/03/2023 al29/05/2023.
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Negli altri casi citati invece, i restanti cinque prodotti richiamati presentano lotti da non consumare che abbiano come scadenza il periodo che va dal 02/06/2023 al 13/08/2023.
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I consumatori con a casa uno o più dei prodotti coinvolti sono invitati a non consumarli ed a riconsegnarli al punto vendita dove hanno acquistato il tutto. Anche senza disporre dello scontrino apposito si potrà poi ottenere un rimorso di quanto speso in un primo momento.
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