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Scaldare a Bagnomaria, perché si dice così? La curiosità è ultramillenaria

La spiegazione sul perché si dice “scaldare a bagnomaria”? Cosa c’è dietro a questa curiosa espressione nota da secoli.

Scaldare a bagnomaria (Ricettasprint.it)

Scaldare a bagnomaria, chiunque abbia messo mano ai fornelli avrà sentito parlare della tecnica di “scaldare a bagnomaria”. Ma da dove deriva questo termine così particolare? E perché mai dovremmo usare questa metodologia di cottura? Scopriamolo insieme!

Partiamo dal principio: il bagnomaria è un sistema di cottura indiretto che utilizza l’acqua come mezzo di trasmissione del calore. In pratica, si posiziona un recipiente (spesso una casseruola o una ciotola) all’interno di un altro contenitore più grande riempito d’acqua.

Questa acqua calda, riscaldata da una fonte di calore esterna, trasmette il suo calore al recipiente interno, scaldando delicatamente il suo contenuto. Ma perché questa tecnica di cottura prende il nome di “bagnomaria”? La risposta affonda le sue radici nella storia.

Il termine “bagnomaria” deriva dal latino “balneum Mariae”, che significa letteralmente “bagno di Maria”. Questa denominazione sarebbe legata alla leggenda di Maria la Giudea, una alchimista vissuta tra il I ed il III secolo d.C., la quale avrebbe utilizzato un sistema simile per riscaldare delicatamente e in maniera uniforme i suoi preparati.

Che significato ha il riscaldamento a bagnomaria?

Riscaldamento a bagnomaria (Ricettasprint.it)

Secondo la tradizione, questa Maria avrebbe avuto l’abitudine di scaldare le sue essenze e i suoi rimedi naturali in un recipiente immerso in acqua calda, per evitare che si bruciassero o si deteriorassero a contatto diretto con la fiamma. Questo metodo gentile e delicato le avrebbe permesso di ottenere preparati di qualità superiore.

Con il passare del tempo, questa tecnica di cottura indiretta si è diffusa ampiamente in ambito culinario, diventando uno strumento prezioso per gli chef e i pasticceri di tutto il mondo. Ma perché il bagnomaria è così utile in cucina? Ci sono diverse ragioni che ne fanno una metodologia di cottura davvero indispensabile:

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Il calore trasmesso dall’acqua calda avvolge delicatamente gli alimenti, cuocendoli in modo graduale e omogeneo. Ciò impedisce il surriscaldamento localizzato e preserva meglio la struttura, il sapore e la consistenza dei cibi.

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Grazie all’acqua, la temperatura all’interno del recipiente rimane relativamente stabile e controllata, evitando sbalzi drastici che potrebbero compromettere la riuscita della ricetta. Il bagnomaria crea una barriera protettiva tra gli alimenti e la fonte di calore diretta, riducendo il rischio di bruciature accidentali.

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Questo metodo di cottura è particolarmente indicato per la preparazione di creme, salse, cioccolato e altri alimenti delicati che necessitano di una fonte di calore gentile per evitare il grumosità o l’impoverimento delle loro qualità organolettiche.

Salvatore Lavino

Classe 1985, giornalista pubblicista con una più che decennale esperienza nel settore e con migliaia di articoli prodotti in merito ai temi più disparati. Attualmente impegnato con diverse collaborazioni che trattano di vari argomenti, tra ecologia, cucina, sport, attualità, benessere e molto altro.

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Salvatore Lavino

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